venerdì 28 ottobre 2011

Il cervello funziona meglio dopo i 55 anni

POSTATO dal prof d'italiano

Questo articolo (apparso su la Repubblica il 20 ottobre 2011) è un balsamo per i prof di questa classe, i quali hanno in media 52,8 anni;
tra un po' saremo tutti super-funzionanti!!!

Sorpresa, il cervello migliora dopo i 55 anni
Di Enrico Franceschini
LONDRA - Buone notizie per chi ha 55 anni o più: chi va piano, va sano e va lontano. O meglio, poiché i 55enni odierni sono tutt' altro che lenti, non necessariamente chi corre più veloce vince la gara. Affermazioni del genere possono far venire in mente la celebre favola di Esopo sulla tartaruga e la lepre. Ma adesso trovano una conferma scientifica: il cervello degli "over 55" funziona in modo più efficiente di quello dei giovani. Non è in discussione l' intelligenza, bensì l' uso che facciamo della nostra materia grigia: e il verdetto sembra riflettere il luogo comune secondo cui, invecchiando, si acquista maggiore esperienza e si diventa più saggi. A sostenerlo è una ricerca dell' Institute of Geriatrics dell' università di Montreal, in Canada. Gli studiosi hanno messo a confronto attraverso una serie di test due gruppi di volontari, uno composto da persone tra i 55 e i 75 anni, l' altro da uomini e donne molto più giovani. Analizzando le reazioni cerebrali con uno scanner, gli scienziati canadesi hanno scoperto che l' attività del cervello reagisce in modo radicalmente differente a seconda dell' età: davanti ad un errore, i più giovani attivano immediatamente certe parti del cervello per decidere come aggiustare la loro strategia e cosa fare alla mossa successiva; mentre i più vecchi prendono tempo, attivando quelle parti del cervello solo dopo averci ragionato sopra un po' . In altre parole, senza spaventarsi per uno sbaglio, conservando energia e valutando bene tutti i fattori, prima di procedere. Benché entrambi i gruppi abbiano concluso l' esperimento praticamente con lo stesso risultato, ovvero con lo stesso numero di errori, e nonostante il gruppo più anziano abbia impiegato più tempo a completarlo, gli autori della ricerca ritengono che ciò dimostri un migliore utilizzo delle risorse intellettuali di cui disponiamo. I più giovani possono dare l' impressione di essere più svegli, perché rispondono a una domanda o a un problema più rapidamente (la lepre di Esopo). Ma questo può essere un segno di inesperienza più che di saggezza, e la reazione dei più anziani indica maggiore maturità e riflessione (la tartaruga). La vittoria, insomma, dell' esperienza sulla giovinezza. «Il cervello più vecchio sa che non si ottiene niente agendo d' impulso», osserva il professor Oury Monchi, che ha guidato la ricerca. «E ora abbiamo una prova neurobiologica che l' esperienza cresce con il passare degli anni, che più il cervello invecchia, più impara a meglio amministrare le sue risorse. Essere capaci di correre più in fretta non sempre aiuta a vincere la corsa, per vincere devi soprattutto sapere come usare al meglio le tue capacità. La favola della tartaruga e della lepre - conclude lo studioso - evoca le caratteristiche positive dell' invecchiamento, ricordandoci che un cervello più vecchio ha maggiore fiducia in se stesso ed è meno spaventato dalle critiche». Prima che i 55enni festeggino, tuttavia, conviene ricordare che Esopo scrisse anche la favola della volpe e dell' uva: quando non riesci a prendere qualcosa - l' eterna giovinezza, per esempio - fingi che non sia poi così importante.



Per chi non se la ricorda, ecco qui la favola di Esopo “La tartaruga e la lepre”:

La tartaruga e la lepre, che litigavano su chi di loro fosse più veloce, fissarono un giorno e un luogo per una gara. Dopo la partenza la lepre, che per la sua innata velocità non si preoccupava della corsa, si sdraiò a dormire lungo la strada. La tartaruga invece, consapevole della propria lentezza, non smise mai di correre e così, superando l’avversaria addormentata, ottenne la palma della vittoria.
La favola dimostra che spesso l’impegno vince le doti naturali trascurate.

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